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Nero Wolfe a Roma?

Abbiamo scelto due recensioni che vertono sulla stessa questione, sollevata anche da alcuni telespettatori sia sul nostro profilo Facebook che su Twitter: l’ambientazione romana scelta per Nero Wolfe.  Secondo Repubblica il Nero Wolfe ambientato a Roma “è una forzatura atroce”, aggiungendo che “un giorno o l’altro Indiana Jones verrà portato nella Capitale e usato come un gladiatore davanti al Colosseo”.

Per carità, ogni critica ha ragion d’essere, ma appare sinceramente strano accostarla ad un’altra letta in questi giorni. Su Caro Televip si parte sostanzialmente dallo stesso punto ma guardando la puntata ci si accorge di tutt’altro:  “ero pronto a criticare l’ambientazione romana ma sono felice di non doverlo fare visto che Roma non c’è.  C’è una città che chiamate Roma ma non è Roma”.

Ognuno giustamente può fare le sue valutazioni a riguardo ma ci permettiamo di affermare che prendersi qualche libertà fa parte del gioco. Lo stesso gioco che ha portato, ad esempio, Quentin Tarantino a far morire Hitler in una sala cinematografica (Bastardi senza gloria); Stanley Kubrick a trasportare una coppietta di Vienna di inizio Novecento nella New York di cento anni dopo (Eyes Wide Shut); Sofia Coppola a far acquistare un paio di Converse All Stars alla Regina Maria Antonietta nel 1780.